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Quando una rinoplastica è riuscita male
La frase copre quattro situazioni che non hanno quasi niente in comune. Una è una complicanza medica e richiede un medico questa settimana. Una è un risultato che non è quello che si sperava, ed è una conversazione invece che un’emergenza. Una è un naso che semplicemente non ha finito di assestarsi, dove la risposta onesta è aspettare. E una è una decisione presa su informazioni che erano sbagliate prima ancora che qualcuno operasse. Distinguerle è quasi tutto il lavoro.
In breve
- Secondi interventi, dopo un primo
- 3,1%5.389 su 172.324 primi interventi, in una coorte di 175.842 pazienti, seguiti per almeno tre anni in tre stati americani.
- Secondi interventi, dopo un reintervento
- 11,0%386 su 3.518 casi in cui l’operazione precedente era essa stessa un reintervento. È una quota di quei 3.518, non di tutta la coorte.
- Prima che una forma sia definitiva
- Dodici o diciotto mesiMisurato con valutazione fotografica in tre dimensioni. Un naso giudicato a tre mesi viene giudicato presto.
- Che cosa nessuno ha misurato
- Quanto spesso i risultati siano "brutti"Un tasso di reintervento conta secondi interventi, che sono decisioni. Non è un conteggio di esiti scadenti, e non è un tasso di successo rovesciato.
Se sta leggendo questo alle due di notte qualche settimana dopo un intervento, la versione breve è che il naso gonfio, duro e un po’ storto che vede allo specchio a tre settimane non è il naso che terrà, e che le cose che davvero richiedono un medico adesso sono precise e per lo più evidenti. I segnali di allarme sono elencati a parte, e vale la pena leggerli per primi.
Uno: una complicanza
È l’unica urgente, ed è la cosa meno comune che si intende con quella frase. Una complicanza è un evento medico: un sanguinamento che non si ferma, un’infezione, una raccolta di sangue nel setto, una via aerea chiusa, un innesto esposto. Contata negli archivi chirurgici nazionali, la rinoplastica risulta un intervento a basso tasso di complicanze invece che pericoloso. Quello che conta per un lettore non è il tasso ma il riconoscimento: un ematoma del setto si drena facilmente nei primi giorni ed è causa di cedimento permanente se lo si lascia.
È l’unico caso in cui aspettare è l’istinto sbagliato
Ovunque altro in questa pagina il consiglio è dare tempo. Qui è il contrario. Febbre, un sanguinamento che imbeve, un cambiamento improvviso della vista, un dolore che aumenta invece di diminuire, o un naso chiuso e dolente da un lato, sono una domanda da medico in giornata invece che da forum. L’elenco completo è qui.
Due: un naso non finito
È la cosa più comune che si intende, e quella in cui la risposta onesta soddisfa di meno. La misurazione in tre dimensioni colloca l’assestamento intorno ai dodici o diciotto mesi, con quasi tutto il cambiamento nei primi mesi: per questo un naso a tre mesi sembra quasi finito e non lo è. La punta è la più lenta ed è quella per cui ci si preoccupa. Una punta che presto sembra grossa, dura o asimmetrica descrive il gonfiore tanto quanto l’intervento, e il gonfiore è irregolare: un lato si assesta prima dell’altro, e si legge come un errore.
- Durezza e insensibilità della punta e del labbro superiore sono normali per mesi e si risolvono lentamente.
- Un’asimmetria che cambia di settimana in settimana è gonfiore. Un’asimmetria ferma per molti mesi è struttura.
- Una sporgenza sul dorso presto è spesso un callo osseo al taglio dell’osso invece della gobba che torna.
- Stare peggio prima di stare meglio dopo la rimozione della stecca è normale, e la fotografia di quel giorno è la meno rappresentativa che qualcuno possa scattare.
Tre: un risultato diverso da quello che si voleva
Un naso assestato tecnicamente corretto e semplicemente diverso da quello sperato non è una complicanza, e chiamarla così intralcia il modo di affrontarla. Le cause variano: una pelle più spessa di quanto il programma prevedesse, un’anatomia che ha limitato il possibile, o un intervento che ha fatto esattamente quello che era stato concordato quando quello era sbagliato. I dati sui secondi interventi danno un’idea della scala senza rispondere alla domanda. In una coorte di 175.842 pazienti operati di rinosettoplastica, seguiti almeno tre anni in tre stati americani, il 3,1 per cento dei primi interventi è passato a un ulteriore intervento, cioè 5.389 su 172.324. Dove l’operazione precedente era essa stessa un reintervento, era l’11,0 per cento, cioè 386 su 3.518.
Un tasso di reintervento non è un tasso di fallimento, e qui la differenza conta
Conta le persone che hanno scelto un secondo intervento e sono riuscite ad averlo, quindi perde tutti quelli che erano scontenti e hanno deciso di non operarsi più, non se lo potevano permettere, o sono andati altrove e non sono stati contati da nessuno. Comprende anche persone il cui primo risultato era buono e che volevano qualcosa di diverso. È un pavimento sotto un tipo di insoddisfazione, non una misura di quanto spesso una rinoplastica deluda.
Se è qui che si trova, che cosa comporta davvero un secondo intervento è la pagina successiva, e la versione breve è che aspetta almeno dodici mesi, è più difficile del primo, e di solito richiede cartilagine da un posto diverso dal naso.
Quattro: una decisione su informazioni sbagliate
È l’unica evitabile, ed è quella di cui parla davvero questo sito: una galleria non confrontabile, una tecnica definita adatta quando il fattore decisivo era quale tecnica fosse disponibile, o un intervento accettato senza che le fossero stati detti i limiti della sua anatomia. Conta di più quando l’intervento è avvenuto lontano da casa, perché è nei controlli che viene a galla. Il Royal College of Surgeons e il servizio sanitario britannico concordano sul punto pratico: le cure dopo un intervento all’estero non proseguono automaticamente a casa, e una complicanza che arriva dopo un volo atterra in un sistema che non ha programmato l’intervento e non ha i referti.
- Si faccia dare il referto operatorio. Che cosa è stato fatto, con che cosa, e da dove è venuto ogni innesto. Un chirurgo che deve rioperare lavora alla cieca senza, e lei ne ha diritto.
- Si faccia dare le fotografie, comprese quelle scattate prima.
- Chieda prima al chirurgo che ha operato. È scomodo, e lui sa che cosa ha fatto, cosa che nessun altro sa.
Inquadrare il proprio caso
Come leggere un prima e dopo spiega che cosa quelle fotografie possano stabilire, e vale per le gallerie di questo sito quanto per quelle di chiunque altro.
Domande da fare al chirurgo o alla chirurga
Le porti con sé alla visita. Il promemoria per la visita è fatto per essere stampato e annotato, e i medici della pagina dei nostri medici rispondono alle domande inviate da questo sito prima della partenza.
- Quello che sto descrivendo è una complicanza, o è un naso che non si è ancora assestato?
- Quanto dovrei aspettare prima che valga la pena giudicarlo?
- Posso avere una copia del mio referto operatorio e delle fotografie preoperatorie?
- La mia lamentela riguarda come appare, come respira, o entrambe le cose?
- Se un giorno si valutasse un secondo intervento, che cosa andrebbe ricostruito e da dove verrebbe la cartilagine?
Fonti
Ogni fonte qui sotto è stata aperta e controllata. Rimandiamo ad autorità sanitarie, a riviste con revisione paritaria e a società scientifiche, e a nient’altro.
- Revision rates and risk factors of 175,842 patients undergoing septorhinoplastyJAMA Facial Plastic Surgery, via PubMed CentralIl più ampio insieme di dati pubblicato sulla frequenza reale dei reinterventi.
- Incidence and risk factors of postoperative complications after rhinoplasty: a multi-institutional ACS-NSQIP analysisThe Journal of Craniofacial Surgery, via PubMedAmpio insieme di dati multicentrico sui tassi di complicanze.
- Discovering the true resolution of postoperative swelling after rhinoplasty using 3-dimensional photographic assessmentPlastic and Reconstructive Surgery Global Open, via PubMed CentralI dati alla base del periodo di assestamento da dodici a diciotto mesi citato in questo sito.
- Septal perforationStatPearls, NCBI Bookshelf (National Library of Medicine)Riferimento clinico su una complicanza riconosciuta della chirurgia del setto.
- Cosmetic surgery abroadNHS, United KingdomIndicazioni di un’autorità sanitaria nazionale sui rischi propri del viaggiare per farsi operare. Messe in collegamento di proposito, perché vanno lette.
- Thinking of having cosmetic surgery abroad?Royal College of Surgeons of EnglandIndicazioni professionali indipendenti sulle domande da fare prima di partire.