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Glossario

I termini che compaiono su questo sito, con il significato per primo. Il vocabolario chirurgico è meno difficile che poco familiare, e il mezzo di una visita non è il momento per incontrarlo la prima volta.

Accesso aperto Un intervento con una piccola incisione esterna che attraversa la columella
Dà al chirurgo una vista diretta dell’impalcatura. Quale accesso sia giusto dipende da che cosa serve al naso, non da quale sia migliore in generale.
Accesso chiuso Un intervento fatto interamente dalle narici
Si chiama anche endonasale. Non lascia cicatrici esterne e dà al chirurgo una vista meno diretta dell’impalcatura rispetto all’accesso aperto.
Base alare La parte bassa del naso, dove le ali incontrano la guancia
La larghezza di questa parte è quella che la riduzione della base alare restringe. È una misura diversa dalla larghezza del dorso, e le due si cambiano con gesti diversi.
Columella La striscia di pelle tra le due narici
L’accesso aperto vi pratica una piccola incisione. La cicatrice che ne deriva di solito passa inosservata una volta matura, ma è una cicatrice vera e va descritta come tale.
Consenso informato Il documento che attesta che aveva capito che cosa poteva andare storto
Le indicazioni professionali dicono che andrebbe firmato prima di partire, e non la mattina dell’intervento in un paese in cui si è arrivati il giorno prima.
Ecchimosi Il livido
Il termine medico che troverà negli studi. Si misura su scale di giudizio soggettive, il che è una ragione per leggere con attenzione quello che si afferma sulla riduzione dei lividi.
Edema Il gonfiore
Il motivo per cui il naso che si vede a due settimane non è il risultato. Gli studi in tre dimensioni mostrano che si riassorbe nell’arco di molti mesi e non di settimane, e più lentamente sulla punta.
Gobba nasale La sporgenza sul dorso del naso
È fatta di osso, di cartilagine o di entrambi. Quasi sempre è ereditaria. È una variante normale e non una malformazione.
Innesto di cartilagine Un pezzo della propria cartilagine spostato per sostenere o rimodellare una parte del naso
Di solito si preleva dal setto, a volte dall’orecchio, e nelle ricostruzioni più impegnative da una costola. L’innesto è frequente nei reinterventi perché il setto è spesso già stato usato.
Osteotomia Un taglio controllato nell’osso del naso
È così che la parte ossea del naso viene ristretta o raddrizzata. Gli strumenti a ultrasuoni sono un modo di farla; lo scalpello è il modo classico.
Piezoelettrico Lo strumento a ultrasuoni che serve a modellare l’osso
Rinoplastica piezoelettrica e rinoplastica ultrasonica sono la stessa cosa con due nomi. Cambia lo strumento di una parte dell’intervento, non l’intervento.
Punta cadente Una punta del naso che scende
Si nota di più quando si sorride, perché il muscolo che tira la punta verso il basso è attivo. C’è anche una componente legata all’età.
Rinoplastica conservativa Le tecniche che abbassano il dorso da sotto invece di toglierlo e ricostruirlo
Una famiglia di tecniche recente. Oggi viene promossa parecchio in anticipo rispetto ai dati che la confrontano con le altre.
Rinoplastica primaria Un primo intervento su un naso mai operato
Si distingue dal reintervento, tecnicamente più difficile perché il tessuto cicatriziale e un’anatomia già modificata sono lì fin dall’inizio.
Rinoplastica secondaria Un intervento per correggere un naso già operato
Di solito richiede di aspettare almeno dodici mesi dall’intervento precedente, spesso richiede innesti e si assesta più lentamente.
Rinosettoplastica Raddrizzare il setto e rimodellare il naso in un solo intervento
Si fa quando si trattano insieme la respirazione e l’aspetto. È un intervento e una convalescenza, non due.
Scala NOSE Un questionario validato che dà un punteggio a quanto sente chiuso il naso
Si usa prima e dopo un intervento per misurare il cambiamento dei sintomi e non dell’aspetto. Se un chirurgo le sta trattando la respirazione, gli chieda se la misura.
Setto deviato Una parete nasale storta
La parete tra i due lati del naso non sta al centro, e questo può ostacolare il passaggio dell’aria. Estremamente comune, e vale la pena trattarlo solo quando dà davvero sintomi.
Stecca nasale Il supporto applicato sul naso dopo l’intervento
Di solito si toglie intorno al sesto o all’ottavo giorno. Sotto, il naso è molto gonfio, e quello che si vede quel giorno non è il risultato.
Turbinati Le sporgenze dentro il naso che riscaldano e umidificano l’aria
Possono ingrossarsi e ostacolare il passaggio dell’aria, ma hanno una funzione. Toglierne troppi crea un problema distinto e difficile, ed è per questo che lo scopo è ridurli e non asportarli. L’intervento si chiama turbinoplastica, una parola che i pazienti italiani usano molto meno del nome dell’organo.
Valvola nasale La parte più stretta del passaggio dell’aria, appena dentro la narice
Una causa riconosciuta e trattabile di naso chiuso, spesso non vista, perché non si nota da fuori e non compare a una semplice occhiata dentro la narice.

Manca un termine che le hanno detto da qualche parte? Ce lo dica e lo aggiungiamo. Se una clinica le ha dato una parola e non riesce a capire che cosa voglia dire, vale la pena segnalarlo.

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