Riferimento
Glossario
I termini che compaiono su questo sito, con il significato per primo. Il vocabolario chirurgico è meno difficile che poco familiare, e il mezzo di una visita non è il momento per incontrarlo la prima volta.
- Accesso aperto Un intervento con una piccola incisione esterna che attraversa la columella
- Dà al chirurgo una vista diretta dell’impalcatura. Quale accesso sia giusto dipende da che cosa serve al naso, non da quale sia migliore in generale.
- Accesso chiuso Un intervento fatto interamente dalle narici
- Si chiama anche endonasale. Non lascia cicatrici esterne e dà al chirurgo una vista meno diretta dell’impalcatura rispetto all’accesso aperto.
- Base alare La parte bassa del naso, dove le ali incontrano la guancia
- La larghezza di questa parte è quella che la riduzione della base alare restringe. È una misura diversa dalla larghezza del dorso, e le due si cambiano con gesti diversi.
- Columella La striscia di pelle tra le due narici
- L’accesso aperto vi pratica una piccola incisione. La cicatrice che ne deriva di solito passa inosservata una volta matura, ma è una cicatrice vera e va descritta come tale.
- Consenso informato Il documento che attesta che aveva capito che cosa poteva andare storto
- Le indicazioni professionali dicono che andrebbe firmato prima di partire, e non la mattina dell’intervento in un paese in cui si è arrivati il giorno prima.
- Ecchimosi Il livido
- Il termine medico che troverà negli studi. Si misura su scale di giudizio soggettive, il che è una ragione per leggere con attenzione quello che si afferma sulla riduzione dei lividi.
- Edema Il gonfiore
- Il motivo per cui il naso che si vede a due settimane non è il risultato. Gli studi in tre dimensioni mostrano che si riassorbe nell’arco di molti mesi e non di settimane, e più lentamente sulla punta.
- Gobba nasale La sporgenza sul dorso del naso
- È fatta di osso, di cartilagine o di entrambi. Quasi sempre è ereditaria. È una variante normale e non una malformazione.
- Innesto di cartilagine Un pezzo della propria cartilagine spostato per sostenere o rimodellare una parte del naso
- Di solito si preleva dal setto, a volte dall’orecchio, e nelle ricostruzioni più impegnative da una costola. L’innesto è frequente nei reinterventi perché il setto è spesso già stato usato.
- Osteotomia Un taglio controllato nell’osso del naso
- È così che la parte ossea del naso viene ristretta o raddrizzata. Gli strumenti a ultrasuoni sono un modo di farla; lo scalpello è il modo classico.
- Piezoelettrico Lo strumento a ultrasuoni che serve a modellare l’osso
- Rinoplastica piezoelettrica e rinoplastica ultrasonica sono la stessa cosa con due nomi. Cambia lo strumento di una parte dell’intervento, non l’intervento.
- Punta cadente Una punta del naso che scende
- Si nota di più quando si sorride, perché il muscolo che tira la punta verso il basso è attivo. C’è anche una componente legata all’età.
- Rinoplastica conservativa Le tecniche che abbassano il dorso da sotto invece di toglierlo e ricostruirlo
- Una famiglia di tecniche recente. Oggi viene promossa parecchio in anticipo rispetto ai dati che la confrontano con le altre.
- Rinoplastica primaria Un primo intervento su un naso mai operato
- Si distingue dal reintervento, tecnicamente più difficile perché il tessuto cicatriziale e un’anatomia già modificata sono lì fin dall’inizio.
- Rinoplastica secondaria Un intervento per correggere un naso già operato
- Di solito richiede di aspettare almeno dodici mesi dall’intervento precedente, spesso richiede innesti e si assesta più lentamente.
- Rinosettoplastica Raddrizzare il setto e rimodellare il naso in un solo intervento
- Si fa quando si trattano insieme la respirazione e l’aspetto. È un intervento e una convalescenza, non due.
- Scala NOSE Un questionario validato che dà un punteggio a quanto sente chiuso il naso
- Si usa prima e dopo un intervento per misurare il cambiamento dei sintomi e non dell’aspetto. Se un chirurgo le sta trattando la respirazione, gli chieda se la misura.
- Setto deviato Una parete nasale storta
- La parete tra i due lati del naso non sta al centro, e questo può ostacolare il passaggio dell’aria. Estremamente comune, e vale la pena trattarlo solo quando dà davvero sintomi.
- Stecca nasale Il supporto applicato sul naso dopo l’intervento
- Di solito si toglie intorno al sesto o all’ottavo giorno. Sotto, il naso è molto gonfio, e quello che si vede quel giorno non è il risultato.
- Turbinati Le sporgenze dentro il naso che riscaldano e umidificano l’aria
- Possono ingrossarsi e ostacolare il passaggio dell’aria, ma hanno una funzione. Toglierne troppi crea un problema distinto e difficile, ed è per questo che lo scopo è ridurli e non asportarli. L’intervento si chiama turbinoplastica, una parola che i pazienti italiani usano molto meno del nome dell’organo.
- Valvola nasale La parte più stretta del passaggio dell’aria, appena dentro la narice
- Una causa riconosciuta e trattabile di naso chiuso, spesso non vista, perché non si nota da fuori e non compare a una semplice occhiata dentro la narice.
Manca un termine che le hanno detto da qualche parte? Ce lo dica e lo aggiungiamo. Se una clinica le ha dato una parola e non riesce a capire che cosa voglia dire, vale la pena segnalarlo.