Forma del naso

Naso a patata

Naso a patata di solito significa una punta che si legge come un unico blocco tondo invece che come un punto definito. Il termine clinico è naso bulboso. A farla sono due cose: la forma delle cartilagini appaiate della punta, e lo spessore della pelle che ci sta sopra. Solo una delle due si può rimodellare, e quel confine decide che cosa un intervento può cambiare qui.

In breve

Che cosa è davvero grosso
La punta, non tutto il nasoChi usa questa parola intende quasi sempre una punta che si legge come un unico blocco tondo. Si dice anche punta squadrata.
Le strutture sotto
Le cartilagini laterali inferiori appaiateDimensione, angolo ed elasticità decidono buona parte di quello che la chirurgia della punta può fare.
Spessore della pelle alla punta
Media 3,1 mm alla TAC in 190 pazientiMedia 4,8 mm al sopra-punta nella stessa serie, e l’involucro era più spesso negli uomini in ogni punto misurato.
Il limite principale
L’involucro cutaneo, che un intervento non cambiaUna pelle più spessa si distende meno nettamente sulla cartilagine rimodellata, quindi la definizione arriva più lentamente.
Cartilagine conservata in una resezione cefalica
Di solito almeno 6 o 8 mm di larghezza della crus lateraleConservare questa larghezza protegge la valvola nasale e riduce il rischio di retrazione alare.
Quando la punta sembra definitiva
Di solito intorno ai 12 mesiLa punta si affina per ultima. Il gonfiore si avvicina alla risoluzione oltre i 250 giorni e una pelle più spessa di solito richiede di più.

A patata non è una diagnosi. È una parola che le persone usano guardando le proprie fotografie, di solito quella frontale, dove la punta appare larga e tonda invece che definita. Descrive un’anatomia normale, non un difetto.

Il termine clinico è naso bulboso, e compare nei referti e nei preventivi. Le due parole indicano la stessa cosa.

Che cosa rende tonda una punta

Nel terzo inferiore del naso stanno due cartilagini appaiate, una per lato. Sono le cartilagini laterali inferiori, e sono l’intelaiatura su cui la punta è costruita. Un chirurgo dovrebbe saper indicare le sue sulle sue fotografie.

  • Dimensione. Crura laterali larghe distribuiscono la punta su un’area più ampia, quindi si legge come una massa invece che come un punto.
  • Angolo. Come stanno le due cartilagini e dove si incontrano decide se la punta abbia luci definite o una curva continua.
  • Elasticità. Quanto è forte la cartilagine decide quanto bene una punta rimodellata mantenga la forma che le viene data.

Sopra quell’intelaiatura sta l’involucro cutaneo. Dove è spesso, arrotonda qualunque cosa ci sia sotto, quindi la stessa forma di cartilagine si legge in modo diverso su due visi diversi.

Perché qui il limite è lo spessore della pelle

Lo spessore dei tessuti molli è il dato più utile per prevedere che cosa può ottenere la chirurgia della punta, e varia lungo il naso. Uno studio su 190 pazienti misurati con TAC maxillofacciale dà queste medie:

  • Punta, 3,1 mm
  • Sopra-punta, 4,8 mm
  • Rinion, 2,1 mm
  • Columella, 2,6 mm

In quella serie lo spessore aumentava con l’età, e l’involucro era più spesso negli uomini in ogni punto misurato.

La pelle spessa nasconde il dettaglio fine, quindi l’affinamento va costruito con la struttura invece di essere ritagliato dalla cartilagine. Togliere cartilagine sotto un involucro spesso tende a dare una punta molle e poco definita, che perde proiezione mentre guarisce.

L’involucro cutaneo è a sua volta nell’elenco delle cose che la chirurgia della punta non cambia.

Che cosa fa un intervento a una punta grossa

Dove il problema sta solo nel terzo inferiore, l’intervento è la rinoplastica della punta. Dove non è così, il lavoro sulla punta è una fase di un intervento più ampio.

La chirurgia moderna della punta toglie molta meno cartilagine di un tempo. Una resezione cefalica conservativa riduce il volume conservando di solito almeno 6 o 8 mm di larghezza della crus laterale, cosa che protegge la valvola nasale.

Le suture transdomali e interdomali restringono la punta senza togliere tessuto. Un puntello columellare o un innesto di estensione caudale del setto tiene proiezione e rotazione.

I testi chirurgici di riferimento descrivono l’accesso aperto come quello che permette di trattare le cartilagini della punta nella loro posizione anatomica e senza tensione. Aggiunge una breve cicatrice sulla columella.

Il filler aggiunge volume. Le rassegne sistematiche pubblicate trovano che non può ridurre una punta grossa, e quei dati sono esposti nella pagina sul rinofiller.

Perché è la parte del naso che si assesta più lentamente

La punta si affina per ultima, di solito intorno ai dodici mesi. Una punta tonda sotto una pelle spessa è dove quel percorso si allunga di più.

Gli studi fotografici in tre dimensioni mostrano il gonfiore massimo tra il settimo e il quattordicesimo giorno e vicino alla risoluzione oltre i 250 giorni. I dati dietro a quel percorso stanno nella pagina sui risultati.

In uno studio ecografico su 35 pazienti misurati a tre e a dieci mesi, il gonfiore al rinion era maggiore all’inizio nella pelle sottile ma durava più a lungo in quella spessa.

Una pienezza prolungata del sopra-punta è un problema riconosciuto dopo la chirurgia della punta ed è più comune con la pelle spessa. Una fotografia scattata prima del rientro mostra una fase precoce, non un risultato.

Che cosa può andare storto quando si restringe una punta

Restringere una punta significa modificare le strutture che la tengono su, quindi i problemi riconosciuti derivano da questo:

  • Una punta pizzicata o troppo stretta, di solito dove si è tolta troppa cartilagine o non si è ricostruito il sostegno.
  • Retrazione alare, ed è per questo che la larghezza della crus laterale si conserva invece di essere ritagliata sulla forma desiderata.
  • Peggioramento della respirazione, dato che una resezione eccessiva delle crura laterali può indebolire la valvola nasale esterna.
  • Asimmetria, la deformità più comune individuata in una serie pubblicata di 104 pazienti consecutivi sottoposti a reintervento.
  • Insensibilità e rigidità intorno alla punta, di solito fino a tre mesi.

Nella rinoplastica nel suo complesso, i tassi di reintervento riportati arrivano al 15 per cento e le complicanze intorno al 3 per cento. La punta è sovrarappresentata in quei reinterventi.

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