Intervento

Rinoplastica chiusa

La rinoplastica chiusa, detta anche endonasale, mette ogni incisione dentro le narici e non lascia cicatrici esterne. I dati aggregati che la confrontano con l’accesso aperto non hanno trovato differenze statisticamente significative negli esiti, benché gli studi varino parecchio per tecnica e per pazienti trattati. Gli autori della rassegna consigliano di adattare la scelta all’anatomia e all’esperienza del chirurgo.

Close view of a nose in profile, illustrating the region reshaped from inside the nostrils.
Fotografia illustrativa, scattata con un modello.

In breve

Dove passano le incisioni
Solo dentro le nariciNessuna cicatrice esterna. L’accesso aperto aggiunge un breve taglio sulla columella, la striscia di pelle tra le narici.
Rispetto all’aperta
Nessuna differenza significativaUna rassegna sistematica con metanalisi del 2025 ha aggregato 12 studi e 1.067 pazienti, divisi in 539 aperti e 528 chiusi.
Durata dell’intervento
Di solito da 1,5 a 3 oreDato del servizio sanitario britannico per il rimodellamento del naso. L’analisi aggregata non ha trovato differenze significative di durata tra i due accessi.
Anestesia
Di solito anestesia generaleIl rimodellamento del naso è descritto come normalmente eseguito con il paziente addormentato.
Stecca
Fissata per 7 giorniLe indicazioni britanniche descrivono una stecca fissata sul naso e tenuta asciutta fino alla rimozione.
Affidabilità del confronto
Eterogeneità sostanzialeGli autori della rassegna hanno riportato un’eterogeneità statistica sostanziale e consigliano di adattare la scelta all’anatomia e al chirurgo.

La rinoplastica chiusa raggiunge ossa e cartilagini del naso attraverso incisioni nascoste dentro le narici. L’accesso aperto raggiunge le stesse strutture, aggiungendo un breve taglio sulla columella perché l’impalcatura si possa sollevare e vedere direttamente.

I pazienti arrivano spesso convinti che una via sia moderna e l’altra superata. I dati aggregati non lo confermano. È una decisione sull’accesso, e si prende da quello che serve a quel naso.

Che cos’è l’accesso chiuso

Ogni incisione sta dentro la narice, quindi dopo il naso non porta cicatrici esterne visibili. Il setto, le cartilagini della punta, l’osso e gli eventuali innesti sono per il resto lo stesso intervento raggiunto per un’altra via.

Quello che si scambia è la visibilità. L’accesso chiuso raggiunge l’impalcatura in modo indiretto, il che rende tecnicamente più impegnative le suture interdomali fini e gli innesti di dettaglio.

Di norma si opera in anestesia generale. Il rimodellamento del naso può richiedere da 1,5 a 3 ore, qualunque accesso si usi.

Che cosa ha trovato il confronto aggregato

1.067

pazienti aggregati in una rassegna sistematica con metanalisi del 2025 su rinoplastica aperta contro chiusa

539 aperti e 528 chiusi, su 12 studi.

La rassegna non ha trovato differenze statisticamente significative su nessuna misura confrontata: punteggi di esito estetico sul questionario ROE, punteggi di respirazione sulla scala NOSE, gonfiore, lividi, durata, soddisfazione e complicanze.

È un risultato di gruppo, non una previsione per un naso. Gli autori hanno riportato un’eterogeneità statistica sostanziale, quindi la media aggregata appiattisce differenze reali tra gli studi da cui è tratta.

Probabilmente nemmeno i due gruppi erano ugualmente difficili. I chirurghi scelgono l’accesso aperto per i nasi più complicati, quindi l’assenza di differenze significative su casi misti non rende la scelta irrilevante in un naso preciso. Il confronto aperta o chiusa espone i compromessi misura per misura.

A quali nasi si adatta l’accesso chiuso

L’accesso chiuso si adatta a modifiche più contenute su un’impalcatura solida: la riduzione di una gobba, un ritocco misurato della punta o una correzione semplice del setto.

I testi di riferimento elencano l’accesso aperto come quello scelto di solito per lavoro complesso sulla punta, forte asimmetria, innesti strutturali e la maggior parte dei reinterventi. Un reintervento piccolo e limitato a volte si può fare per via chiusa.

Gli stessi testi elencano fra gli svantaggi dell’accesso aperto un gonfiore più marcato e più duraturo. L’analisi aggregata non ha comunque trovato differenze statisticamente significative di gonfiore o lividi tra i due.

Come andrebbe scelto l’accesso

Chieda quale accesso userebbe il chirurgo sul suo naso, e perché. La risposta dovrebbe descrivere quello che ha trovato visitandola, non uno stile della casa.

Un solo accesso per ogni naso

Un chirurgo che applica lo stesso accesso a ogni naso, o che non sa spiegare perché, le sta dicendo qualcosa. Chieda quale userebbe per il suo naso e che cosa lo rende quello giusto. I nostri medici rispondono per iscritto.

Nessuno dei due accessi è una garanzia. I testi di riferimento citano tassi di reintervento fino al 15 per cento e complicanze intorno al 3 per cento. Quei numeri descrivono l’intervento e non la via per arrivarci, e i tassi pubblicati variano con il modo in cui si definisce un reintervento.

I rischi che l’accesso non elimina

Fra i rischi riconosciuti c’è una difficoltà respiratoria di solito temporanea ma a volte permanente. Sono elencati anche naso rigido e insensibile, sanguinamenti dal naso, danno alla parete di cartilagine tra le narici e alterazione dell’olfatto.

  • Infezione, ed emorragia.
  • Coaguli, e reazione all’anestetico.

Il confronto aggregato non ha trovato differenze significative nelle complicanze, quindi tenere le incisioni dentro le narici non elimina questi rischi. Evitare la cicatrice sulla columella è l’unica cosa che l’accesso chiuso fa in modo affidabile.

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