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Anestesia locale o generale per la rinoplastica
Chi cerca la rinoplastica in anestesia locale cerca una decisione che non è pubblicata da nessuna parte. La linea guida nazionale di riferimento la attribuisce al medico anestesista, che sceglie la tecnica in funzione della propria valutazione e della procedura programmata. Questa pagina dice chi decide, su che cosa, e che cosa ne resta scritto.
In breve
- Chi decide
- Il medico anestesistaLa linea guida nazionale di riferimento sulla valutazione preoperatoria scrive che la scelta e la condotta dell’atto anestesiologico sono di esclusiva competenza del medico anestesista, che decide la tecnica di anestesia e la preparazione alla procedura in funzione della propria valutazione e della procedura programmata, in considerazione delle preferenze del paziente e delle indicazioni del chirurgo.
- Su che cosa
- Due termini, non unoIl primo è la procedura programmata. Il secondo è la persona: fra gli obiettivi della valutazione preoperatoria la stessa linea guida mette quello di identificare condizioni non manifeste che possono richiedere trattamenti prima dell’intervento o modificare la scelta della tecnica chirurgica o anestesiologica.
- Come si gradua l’idoneità
- Classificazione ASALa società americana degli anestesisti scrive che lo scopo del sistema è valutare e comunicare le comorbilità preanestesiologiche del paziente, e che da sola la classificazione non predice i rischi perioperatori; usata insieme ad altri fattori, per esempio il tipo di chirurgia, la fragilità e il grado di decondizionamento, può essere utile a prevederli.
- Quando
- Entro trenta giorni, in ambulatorioPer le procedure di routine la linea guida nazionale ritiene auspicabile l’intera valutazione multidisciplinare in regime ambulatoriale, a una distanza dall’intervento entro 30 giorni. Aggiunge che eventuali questionari di autovalutazione possono integrare la visita anestesiologica, ma non la sostituiscono.
- Che cosa resta scritto
- Il consenso, in cartella clinicaLa legge 219 del 2017 vuole il consenso informato documentato in forma scritta, oppure con una videoregistrazione o, per la persona con disabilità, con dispositivi che le consentano di comunicare; in qualunque forma sia espresso, è inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. Lo stesso articolo stabilisce che il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura.
La domanda arriva quasi sempre nella stessa forma: la rinoplastica in anestesia locale si può fare? La risposta non è un sì o un no generale, perché non è una proprietà dell’intervento.
La linea guida nazionale di riferimento sulla valutazione preoperatoria nomina i due termini della scelta: la valutazione dell’anestesista e la procedura programmata. Nessuno dei due si legge su una pagina, perché entrambi si stabiliscono in una visita.
Chi sceglie la tecnica di anestesia
La linea guida nazionale di riferimento sulla valutazione preoperatoria del paziente da sottoporre a chirurgia elettiva è esplicita: la scelta e la condotta dell’atto anestesiologico sono di esclusiva competenza del medico anestesista.
Decide la tecnica di anestesia e la preparazione alla procedura, in funzione della propria valutazione e della procedura programmata, in considerazione delle preferenze del paziente e delle indicazioni del chirurgo. Le preferenze contano, non decidono.
Che cosa è quel documento
Una linea guida nazionale di riferimento del 2005, elaborata da un gruppo di lavoro multidisciplinare costituito dall’Agenzia per i servizi sanitari regionali, anche in rappresentanza delle principali società scientifiche di competenza. Il testo avverte di non essere una direttiva che ciascun medico è vincolato ad applicare ad ogni paziente.
Quanto pesa la procedura programmata
Il primo dei due termini è l’intervento previsto, non il suo nome. Il servizio sanitario britannico descrive il rimodellamento del naso come eseguito di solito in anestesia generale, e indica da 1,5 a 3 ore.
La stessa fonte elenca modi diversi: il naso si riduce asportando parte della cartilagine e dell’osso, e se ne cambia la forma fratturando l’osso nasale e riposizionando la cartilagine. Quanto di questo sia previsto nel suo caso è il primo termine.
Il nome dell’intervento non basta a dirlo. Rinoplastica descrive l’operazione, e rinoplastica della punta il caso in cui si lavora soltanto sulla punta.
L’idoneità anestesiologica, e come si gradua
Il secondo termine è la persona. La valutazione preoperatoria serve anche a identificare condizioni non manifeste che possono richiedere trattamenti prima dell’intervento o modificare la scelta della tecnica chirurgica o anestesiologica: lo scrive la linea guida fra i propri obiettivi.
Quella idoneità ha una scala, che continua oltre la terza classe. Per la società americana degli anestesisti la classe I è un paziente normale e sano, la II un paziente con malattia sistemica lieve, la III un paziente con malattia sistemica grave.
Gli esempi per adulti che quella fonte accosta alla classe II sono quotidiani: fumatore attuale, gravidanza, obesità con indice di massa corporea tra 30 e 40, diabete o ipertensione ben controllati, malattia polmonare lieve. Sono esempi, non criteri.
Che cosa la classificazione non fa
La stessa fonte scrive che da sola non predice i rischi perioperatori, e che usata insieme ad altri fattori può essere utile a prevederli. Aggiunge che assegnare la classe è una decisione clinica, e che l’assegnazione definitiva avviene il giorno dell’assistenza anestesiologica, dopo che l’anestesista ha valutato il paziente.
Quando si fa la visita anestesiologica
La linea guida raccomanda una accurata valutazione preoperatoria prima di ogni procedura per la cui esecuzione è richiesta una prestazione anestesiologica. Per le procedure di routine ritiene auspicabile l’intera valutazione multidisciplinare in regime ambulatoriale, entro 30 giorni dall’intervento.
Un questionario non sostituisce la visita. Il testo ne raccomanda l’uso per facilitare l’anamnesi, e precisa che può integrare la visita anestesiologica ma non prenderne il posto.
Dove la valutazione può essere omessa
Lo stesso testo la ritiene sempre necessaria quando sia prevista una prestazione anestesiologica, e dice che può essere omessa nei pazienti apparentemente sani candidati a interventi in anestesia locale o sedazione. Gli esempi nominati sono le procedure odontoiatriche, dermatologiche ed endoscopiche: la chirurgia del naso non è fra quegli esempi.
Che cosa ne resta scritto
Qualunque tecnica venga scelta, la decisione non resta a voce. La legge 219 del 2017 vuole il consenso informato documentato in forma scritta, o con una videoregistrazione, o, per la persona con disabilità, con dispositivi che le consentano di comunicare.
In qualunque forma sia espresso, quel consenso è inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. Lo stesso articolo riconosce il diritto di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile su diagnosi, prognosi, benefici e rischi, e sulle possibili alternative.
E porta una riga che in una visita conta: il tempo della comunicazione tra medico e paziente costituisce tempo di cura. Domande da fare alla visita raccoglie le altre.
La domanda che resta aperta
Resta una domanda, e non si chiude leggendo. Quanto lavoro sull’osso serve al suo naso, e in che classe la collocherebbe la sua storia clinica, sono due rilievi: li fa chi la visita.
Fino a quel punto la risposta su locale o generale non esiste ancora, per nessuno. Esistono la regola su chi la darà e la forma in cui dovrà restare scritta.
Domande da fare al chirurgo o alla chirurga
Le porti con sé alla visita. Il promemoria per la visita è fatto per essere stampato e annotato, e i medici della pagina dei nostri medici rispondono alle domande inviate da questo sito prima della partenza.
- Quale tecnica di anestesia ha previsto per il mio intervento, e chi l’ha decisa?
- Quando vedo l’anestesista, e la visita è prima del giorno dell’intervento?
- Quale classe ASA mi viene assegnata, e su quali rilievi?
- Nel mio piano è previsto lavoro sull’osso nasale, e questo cambia la tecnica di anestesia?
- Che cosa dice il modulo di consenso a proposito dell’anestesia, e quando posso leggerlo con calma?
- Chi somministra l’anestesia, e chi mi assiste al risveglio?
Fonti
Ogni fonte qui sotto è stata aperta e controllata. Rimandiamo ad autorità sanitarie, a riviste con revisione paritaria e a società scientifiche, e a nient’altro.
- Valutazione preoperatoria del paziente da sottoporre a chirurgia elettiva. Linee guida nazionali di riferimentoAgenzia per i Servizi Sanitari Regionali (ASSR), Sistema Nazionale Linee guida, Italy (copy hosted by IOV, Istituto Oncologico Veneto IRCCS)La linea guida nazionale italiana di riferimento sulla valutazione preoperatoria del paziente da sottoporre a chirurgia elettiva, stampata nel luglio 2005 con la ricerca sistematica delle fonti aggiornata al marzo 2005, citata qui per quattro cose che afferma con parole proprie: che la scelta e la condotta dell’atto anestesiologico sono di esclusiva competenza del medico anestesista, che decide la tecnica di anestesia e la preparazione alla procedura in funzione della propria valutazione e della procedura programmata, in considerazione delle preferenze del paziente e delle indicazioni del chirurgo (paragrafo 3.2); che uno degli obiettivi della valutazione preoperatoria è identificare condizioni non manifeste che possono richiedere trattamenti prima dell’intervento chirurgico o modificare la scelta della tecnica chirurgica o anestesiologica (paragrafo 3.1); che la valutazione è ritenuta sempre necessaria quando sia prevista una prestazione anestesiologica e può invece essere omessa nei casi di pazienti apparentemente sani candidati a interventi in anestesia locale o sedazione, con gli esempi nominati che sono le procedure odontoiatriche, dermatologiche ed endoscopiche, e la chirurgia del naso che non è tra questi (paragrafo 3.1); e che per le procedure di routine è auspicabile l’effettuazione dell’intera valutazione multidisciplinare in regime ambulatoriale entro 30 giorni dall’intervento, con gli eventuali questionari di autovalutazione, il cui uso è raccomandato per facilitare l’indagine anamnestica, che possono integrare la visita anestesiologica ma non la sostituiscono (paragrafo 3.4), e la pagina stampa anche l’anno della linea guida e la sua stessa affermazione al paragrafo 1.1 che non rappresenta una direttiva che ciascun medico è vincolato ad applicare ad ogni paziente.
- Statement on ASA Physical Status Classification SystemAmerican Society of Anesthesiologists (the society's own page, read in the Internet Archive snapshot of 5 December 2025)La dichiarazione della società stessa sul sistema di classificazione dello stato fisico ASA, elaborata dal suo Committee on Economics e modificata per l’ultima volta il 13 dicembre 2020 dopo un’approvazione originaria del 15 ottobre 2014, citata qui per lo scopo del sistema, che essa indica nel valutare e nel comunicare le comorbilità mediche di un paziente prima dell’anestesia, per la sua stessa cautela che il sistema di classificazione da solo non prevede i rischi perioperatori ma, usato insieme ad altri fattori come il tipo di intervento, la fragilità e il grado di decondizionamento, può essere utile a prevederli, per la sua affermazione che assegnare un livello è una decisione clinica basata su più fattori e che l’assegnazione definitiva viene fatta il giorno dell’assistenza anestesiologica dall’anestesista dopo aver valutato il paziente, e per le righe di definizione di ASA I («Un paziente sano normale»), ASA II («Un paziente con una malattia sistemica lieve») e ASA III («Un paziente con una malattia sistemica grave»), insieme agli esempi per l’adulto che la tabella attacca alla classe II, che la tabella stessa intesta come «compresi, ma non limitati a» e che la dichiarazione definisce linee di orientamento per il clinico e non criteri.
- Nose reshaping (rhinoplasty)NHS, United KingdomPanoramica di un’autorità sanitaria nazionale su che cosa comporta l’intervento, sulla guarigione e sui rischi.
- Legge 22 dicembre 2017, n. 219, Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento, articolo 1Repubblica italiana (Normattiva)Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 12 del 16 gennaio 2018. L’articolo 1 comma 1 afferma che la legge tutela il diritto alla vita, alla salute, alla dignita e all’autodeterminazione della persona. Il comma 3 riconosce a ogni persona il diritto di conoscere le proprie condizioni di salute e di essere informata in modo completo, aggiornato e a lei comprensibile. Il comma 4 vuole che il consenso informato, acquisito nei modi e con gli strumenti piu consoni alle condizioni del paziente, sia documentato in forma scritta o attraverso videoregistrazioni o, per la persona con disabilita, attraverso dispositivi che le consentano di comunicare, e che il consenso, in qualunque forma espresso, sia inserito nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico. La forma scritta e la prima nominata, non la sola. Il comma 5 riconosce a ogni persona capace di agire il diritto di rifiutare, in tutto o in parte, con le stesse forme del comma 4, qualsiasi accertamento diagnostico o trattamento sanitario. Non pone nessuna condizione su chi paga che cosa e non nomina nessun intervento.